Medhanie Zeleke Digital Sposi

Medhanie Zeleke di Digital sposi: un matrimonio da sogno merita un video all’altezza

Medhanie Zeleke, anima di Digital Sposi, è un video maker la cui sensibilità per l’immagine non è seconda a nessuno.
Ci tiene a restituire nei suoi video, le emozioni che i protagonisti hanno vissuto davvero.

In questa intervista ci spiega chi è e come riesce a realizzare le sue meraviglie.

I video che compongono l’intervista integrale sono pubblicati sul nostro canale YouTube.

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Qual è stato il tuo percorso lavorativo? Da quanto tempo fai questo lavoro?

Sono più o meno 10-12 anni che faccio questo tipo di lavoro. All’inizio era un hobby, piano piano è diventato quasi un lavoro part-time. I lavori sono poi aumentati e sta diventando un lavoro full-time.
È partito da un gioco: facciamo un filmato o una foto con amici, poi si fa una prima prova di montaggio, poi ho iniziato a collaborare con professionisti del settore matrimonio e da lì è iniziata tutta la crescita a livello professionale.
Dopo qualche anno, quando le cose andavano bene e il livello cresceva, ho deciso di mettermi per conto mio.

Chi sono i tuoi clienti? E che tipo di clienti sono?

Parto dalla tipologia: sono clienti abbastanza esigenti, persone che vengono e chiedono cose specifiche, hanno già un’idea chiara di quello che vogliono e quindi non sono i classici clienti che dicono “fai tu“. Questa è la parte più divertente del lavoro, almeno per me, perché quando uno viene da me con un’idea chiara e tu ne aggiungi una, lui ne aggiunge un’altra, si riesce a creare qualcosa di personalizzato, ma soprattutto il cliente esce molto contento, perché ottiene quello che aveva immaginato o quello che pensava si potesse realizzare.
Spesso vengono dicendo “io vorrei fare questo, questo e quest’altro“, poi ci aggiungi qualcosa e quando vedono il prodotto finale, il filmato o l’album, rimangono veramente contenti.
Per la maggior parte sono questi i tipi di clienti.
Per quanto riguarda chi sono, principalmente sono clienti un po’ giovani che mi trovano grazie a internet e ai social.

Quanto è difficile andare incontro alle esigenze di un cliente indeciso, forse perché inesperto o perché giovane, per fare un buon prodotto?

Per chi non ha un’idea ben chiara, si parte spiegando il nostro standard durante la giornata tipica di un matrimonio.Medhanie Zeleke

Quando incontro le coppie cerco sempre di conoscerle piuttosto che spiegar loro tutto quanto concerne il servizio. Quel tipo di informazione la trovi sul sito, nel preventivo… se te le descrivessi sarebbe come mostrartele per la terza volta.
Cerco invece di individuare chi ho di fronte a me, chi sono; spesso chiedo come si sono conosciuti o che tipo di musica ascoltano. A volte faccio vedere un album e chiedo quale tipo di foto è piaciuta di più e da lì cerchi di capire che stile può piacere, a quel punto si va a creare un pacchettino per loro.
Anche il video che può sembrare riprese dell’intera giornata, certe volte vedi delle reazioni che loro non pensavano si potesse fare, spesso da una parte per chi ha un’idea chiara è più semplice perché lì c’è uno scambio di idee e la creatività va a mille da entrambi e dall’altra parte per chi non ha un’idea chiara, quando tu gli fornisci un input spesso sono quelli che poi dopo esplodono perché vogliono fare tante cose e alla fine ti facilitano anche in quel senso il lavoro.

Hai clienti che ti chiedono video per eventi: quanto è importante fare video a un evento? Hai visto uno sviluppo nel tempo di questa forma?

Direi che il video è sempre stato una componente importante, al pari della fotografia, perché quello che ti rimane di qualunque evento, come un battesimo, un compleanno, un diciottesimo etc. è il ricordo, fotografico o su video, che ti fa vivere sempre l’emozione, anche se lo riguardi dopo un anno o dopo dieci anni.
È molto importante avere questi ricordi.
Per esempio, quando ero piccolo mio padre faceva il video maker e abbiamo tanti video.

C’è personalizzazione in quello che fai?

Sì, più che altro c’è molta personalità che dipende dalla coppia e da quello che ci metto io.
È un processo che si costruisce mesi e mesi prima, quando si fa il primo incontro con la coppia o con il cliente, e da lì il montaggio viene fatto a seconda della tipologia di coppia o dell’evento.
Non è un lavoro quasi di fabbrica, quello che loro nel corso dei mesi tramite messaggi, mail, telefonate, l’incontro il giorno stesso… le informazioni che riesci ad accumulare vengono trasportate sul montaggio.
È una cosa difficile da spiegare ma lo vedi negli sposi quando vengono e vedono l’anteprima del video, molti rimangono molto emozionati, spesso dicono “È come me l’ero immaginato“.

Il passaparola funziona molto? I social network aiutano in questo senso? Segui e aggiorni i tuoi profili?

Per il matrimonio il passaparola è importante, anche tutti questi canali di comunicazione che sono immediati e riesci a raggiungere tantissime persone con pochissimi click. Il passaparola secondo me è ancora al primo posto, ovviamente dipende dal tipo di lavoro che fai, può essere positivo o negativo, è un’arma a doppio taglio ma è un canale di comunicazione ancora di primo livello.
I social network uno lì può dirottare come gli pare, non c’è il discorso del positivo o negativo. Lì uno può pubblicizzarsi con le cose più belle, però la facilità che abbiamo oggi è di raggiungere tante persone e qualche anno fa non era possibile.
Per quanto mi riguarda, uso i principali: Facebook, Google Plus, Twitter, Instagram, Linkedin. Non sono un tipo accanito, che sta ogni giorno a pubblicare in continuazione; lo utilizzo come canale di comunicazione molto soft, però è efficiente, i risultati li porta, non come il passaparola, ma a lungo andare si vede che un risultato lo porta.

Parlando di matrimoni com’è organizzare un servizio video? È più difficile? Ci vuole tanta attenzione?
Qual è la caratteristica che tu hai e che secondo te non deve mancare per fare questo mestiere?

Secondo me una caratteristica che non deve mai mancare è la conoscenza di chi hai davanti.Medhanie Zeleke Digital sposi
Spesso, quando uno comincia a fare tanti matrimoni, si casca nell’errore di dire che più o meno sono tutti uguali, quindi allinea il suo standard, il suo orario, il modo di fare a tanti matrimoni e allora diventa un lavoro di fabbrica.
Questa è la caratteristica che io cerco sempre di evitare, ti viene quando hai tante date, devi stare lì a creare tutti gli orari, i programmi, andare a vedere i posti dove porterai i clienti. Il problema ce l’ho quando ti devo dare il prodotto finale personalizzato.
La caratteristica importante è conoscere la coppia e i gusti della coppia, è un processo che parte dal primo giorno che incontri la coppia fino a quando gli consegni il prodotto, perché anche quello è molto importante: come glielo consegni, in quale contesto.
Qualche settimana fa, per esempio, sono andato a consegnare a casa di una coppia un pacchetto completo, album e video.
Loro non se l’aspettavano, si sono visti le loro foto come l’avevano immaginate, ricevute a casa.
Poi c’è la parte tecnica, di bravura a lavorare su computer, a cercare costantemente di aggiornarsi sulle nuove tecniche. Questa è un’altra componente fondamentale che molti, dopo un po’, perdono.
È un lavoro che richiede tanto aggiornamento.

Parlavi di location dove portare gli sposi a girare il video: quanto tempo è necessario in una giornata in cui i tempi sono serrati? Come ti organizzi?

Cerco di fare prima i sopralluoghi, diversi mesi prima a seconda del periodo o qualche settimana prima. Si cerca di trovare delle location che siano a metà strada tra la chiesa, o dove faranno la cerimonia, e dove faranno il ricevimento. Un luogo che non faccia deviare tanto dal tragitto ed esteticamente bello, in modo da riprendere l’ambiente insieme alla coppia.
C’è poco tempo per quello che si vorrebbe fare, la luce influisce tanto e quando ti ritrovi la coppia già sposata e contenta, vorresti stare lì cinque ore a riprenderli, a fare foto, a fargli fare tante cose e il tempo è poco. Spesso suggerisco alle coppie una seconda giornata di riprese. Perché lo faccio? Perché se tu hai mezz’ora – quaranta minuti di tempo e cerchi di concentrare il tutto, ovviamente non puoi fare quello che ti sei immaginato o quello che loro vorrebbero.
Ti ci vuole più tempo e più attrezzatura, devi viaggiare, c’è anche il pensiero che loro devono ritornare al ristorante o alla villa e c’è sempre nei visi quello stress che dice “bisogna andare via“. Quindi in quell’ora li teniamo rilassati il più possibile, si fa quello che si può.
Al momento che ci accorgiamo che la coppia comincia a dire “che ore sono?” oppure “abbiamo fatto?” è il momento di stoppare; questo è un primo segnale, li puoi trattenere un pochino ma poi stoppiamo tutto.
Ecco che io propongo sempre una seconda giornata per fare o foto o video. Nella seconda giornata puoi ritagliare più tempo, puoi andare in una location diversa, in un’altra città e poi la cosa fondamentale è che hai la coppia completamente rilassata: il matrimonio è passato, il giorno è passato, loro sono tranquilli, si rivestono e lì puoi beccare una situazione molto calma, possono dedicare anche l’intero pomeriggio.
Si riescono a cogliere, sia dal punto di vista fotografico che sul video, quelle espressioni dei visi che molti magari non si ricordano ecc., riesci a beccare delle espressioni degli occhi che il giorno del matrimonio non riusciresti a beccare e questa cosa ultimamente piace tanto.
È una situazione di completo relax, non c’è da correre da nessuna parte, è tutto concentrato su di loro e si divertono, li portiamo in situazioni completamente diverse: se non sono stati al mare li portiamo al mare e di conseguenza, sia il materiale fotografico che video si amplia, puoi fare più cose e c’è più margine per creare delle cose su misura per loro.

Video di giorno e video di sera: aspetti, problematiche, preferenze?

Io utilizzo delle reflex con diversi obiettivi e diverse qualità di lenti che hanno alcune limitazioni per quanto riguarda la bassa luce, quindi cerco di fare tutto con l’aiuto di flash, però queste lenti soffrono quando diventa tutto buio.
Io preferisco il giorno, non solo per avere un’immagine chiara e limpida: il matrimonio in sé per sé è una giornata di festa, la sposa con l’abito bianco… farlo di notte sembra quasi un controsenso, a meno che tu non faccia delle fotografie. Il video preferisco sempre farlo di giorno, perché l’aria aperta e la luce danno quel senso di romanticismo e di bellezza che il giorno del matrimonio deve avere.
Riprendo quasi tutto in maniera naturale, cerco di non impostare mai la coppia, riprendo quello che succede. È dopo, in fase di montaggio, che ricostruisco il tutto. Puoi trasformarlo come ti pare.
Se fai le riprese al buio, pur con l’illuminazione artificiale adeguata, non c’è naturalezza, non c’è quel raggio di sole che sta illuminando il viso… lo devi ricostruire.
Per quanto riguarda la parte fotografica, è molto divertente farla di sera perché si può giocare tantissimo con le ombre, Medhanie Zeleke Fotografospecialmente quando comincia a tramontare. Anche subito dopo il tramonto vengono fuori delle belle cose.

La voglia o meno di farsi riprendere è legata secondo te anche a un target anagrafico? C’è più o meno voglia?

Gli ospiti rispetto a qualche anno fa sono un po’ più disinvolti, ti vedono lì in chiesa, o dove si fa la cerimonia, con l’attrezzatura; sanno che sei il fotografo o il videomaker ufficiale, devi girare a riprendere o a scattare foto e non c’è problema. Alcuni si girano per timidezza loro, ultimamente sono più disinvolti perché con tutta questa esplosione di immagini e video dappertutto, ormai sono abituati.
Nei filmati che faccio mi capita raramente di vedere gente che si gira, anche perché io ho un modo di riprendere poco invasivo, per esempio: in una sala dove la gente sta mangiando, faccio una o due uscite dove riprendo tutta la sala, dopo mi metto in un angolino e riprendo l’altra parte del tavolo. Sono a dieci metri, nessuno si accorge di essere ripreso, quindi posso riuscire a beccare un primo piano con due persone che parlano e sempre dei momenti naturali.
Qualche anno fa, si andava davanti al tavolo, facevi le riprese e la gente se ne accorgeva. Ti guardavano tutti e si mettevano a ridere o salutavano, cosa che ora non si fa più perché è meno naturale, quindi ti metti dall’altra parte e riprendi quando la gente è nel momento in cui si diverte, che è la parte più bella.

Secondo te c’è molta improvvisazione nella tua professione?

Come in tutti i settori, ci sono persone che si spacciano per quello che in realtà non sono o perché hanno fatto qualcosina.
Il problema ovviamente è che, specialmente sul video, è molto molto difficile farla franca, nel senso che sulla fotografia, su 3000-4000 scatti che puoi anche aver fatto a occhi chiusi, 20 li trovi; sul video è molto difficile, devi stare attento dalla mattina alla sera e a riprendere immagini che sono fotografie.
Non esiste più il modo di riprendere di una volta, a campo largo, quello che succede si riprende e poi si taglia come ci pare. Ormai le persone sono abituate a vedere film belli, anche i filmati su internet, Youtube ecc. sono fatti molto bene, quindi la gente ha uno standard più alto.
Ti puoi spacciare come videomaker, prendi un matrimonio, però una volta fatto male, non ti chiama più nessuno.
Un altro aspetto è la scelta di un videomaker perché ti costa meno.
Sull’improvvisazione tante persone iniziano questa cosa qui e smettono subito se non trovano altro lavoro, altrimenti li vedi che migliorano sempre ed è un aspetto positivo.

Parlavi di budget: quanto incide e quanta importanza si dà a questa voce in un matrimonio?

Il budget influisce molto, perché le coppie immaginano il costo totale di un matrimonio, che non è poco, e cercano di abbattere piccole cose, quindi spesso la scelta del fotografo e del videomaker si fa quasi all’ultimo arrivando a dire “abbiamo un budget ristretto“. Molte coppie hanno questo approccio.
Il budget influisce parecchio, ultimamente c’è un altro tipo di clientela, supportata da organizzatori o da persone che la seguono. Loro scelgono in base alla qualità.

Ti capita anche di trattare coppie di sposi stranieri? Vedi differenze riguardo questo aspetto tra italiani e stranieri?

Sì mi è capitato e si vede subito. Le coppie straniere con le quali ho avuto a che fare ti valutano in base al tuo lavoro, non in base a quanto richiedi.
Proprio ieri ho avuto un incontro con una coppia di svedesi che hanno visto il lavoro e ha apprezzato, ho fatto loro un prezzo e non hanno battuto ciglio. La trattativa è stata chiusa in quindici minuti.
Con altre coppie italiane ci metti settimane perché devi convincere, perché quella cifra piuttosto che quell’altra, diciamo che c’è questa grande differenza perché le coppie straniere prima vogliono conoscerti, ti chiedono chi sei, mi hanno chiesto da quanti anni faccio questo lavoro, dove abito. Non mi chiedevano cose del lavoro, mi chiedevano di me.
Valutano la persona, quando vedono che c’è sintonia, nella fase successiva valutano il lavoro. Ti fanno loro il colloquio e se piaci tu e il tuo lavoro la trattativa è conclusa.

Perché si sceglie di venire da Medhanie Zeleke? Qual è la tua caratteristica che ti contraddistingue da altri tuoi Digital Sposi Fotograficolleghi?

Vedendo tutto quello che c’è fuori, posso dire senza presunzione che la cura che si mette in ogni singolo servizio è molto superiore rispetto a tante altre realtà ed è una cosa di cui mi vanto.
C’è tantissima concentrazione e tantissimo lavoro dietro, quello che purtroppo il cliente non può vedere. Lo percepisce quando vede il filmato o il lavoro finito, anche questa è una difficoltà, però è una caratteristica che mi contraddistingue

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